La storia della convivenza tra i rondoni e l’uomo è antica di almeno 10.000 anni.
Man mano che la società si sviluppava e le città si espandevano i rondoni si sono adattati a vivere a stretto contatto con l’uomo.
I rondoni condividono i nostri spazi, senza dare disturbo.
I rondoni comuni arrivano a fine marzo e ripartono entro luglio. I rondoni pallidi rimangono fino a ottobre.
Compiono ogni anno migliaia di km per tornare a nidificare in città, nello stesso nido, nella stessa colonia.

Per nidificare utilizzano fessure, sottotetti, cavità e buche pontaie di monumenti, chiese e palazzi.
Sempre più spesso, al loro ritorno, trovano “la porta di casa chiusa”. La colonia di uccelli si deve disperdere, troverà una altra casa?

L’Italia è ricca di edifici storici con buche pontaie sulla facciata. Le buche servivano per sostenere i ponteggi per la manutenzione, infilandoci lunghi pali di legno.
Oltre ai rondoni, oggi le buche pontaie sono utilizzate come nido o come riparo per l’inverno da taccole, civette, gheppi, pipistrelli, gechi e falene. Ma soprattutto dai piccioni. I loro escrementi corrosivi sono un problema per la conservazione di edifici e monumenti.

Le opere di ristrutturazione, l’allestimento di cantieri durante il periodo riproduttivo e le azioni volte a limitare la presenza dei piccioni possono avere un forte impatto negativo sulla sopravvivenza dei rondoni.
I rondoni attualmente non corrono una minaccia di estinzione ma negli ultimi 30 anni le popolazioni europee sono diminuite del 25%. Non poco.

Allontanare i piccioni senza cacciare di casa i rondoni è possibile!

Impegno di SOS Rondoni è la promozione di buone pratiche finalizzate alla tutela dei rondoni e altre specie selvatiche da impiegare nella conservazione e nel restauro del patrimonio artistico ed edilizio di Milano.